Il 31 marzo 2017 è uscito l’album Variazioni, un album che mi vede coinvolta come pianista e compositrice assieme all’eclettico rapper milanese Dargen D’Amico.

Mi ha sempre incuriosito molto l’idea di collegare la mia musica alle parole, e ho individuato in Dargen D’Amico l’artista ideale, ho cominciato ad ascoltare i suoi brani e devo dire che ne sono rimasta piacevolmente colpita.

Non percepivo una grande distanza tra i nostri due mondi…

Così, ci siamo incontrati per la prima volta a Milano e abbiamo parlato a lungo di cosa avremmo potuto combinare assieme.

Ci siamo “studiati” a distanza per qualche mese, Dargen aveva ascoltato le musiche di un mio cd, All Light, e alla fine mi disse:

“Davvero, mancano soltanto le parole”

Poi è partito per il giro del mondo in 80 giorni e durante il suo viaggio siamo rimasti in contatto inviandoci input che potessero aiutarci a conoscere meglio i nostri due linguaggi.

Un lavoro molto stimolante che ci ha messo alla prova.

Entrambi abbiamo riscontrato questa esigenza di sperimentare nuovi canali espressivi. Non ma la sento di dire che ci siamo “contaminati”, abbiamo semplicemente confrontato le nostre esperienze, dialogando in musica e avvicinando due canali espressivi solo apparentemente distanti.

Ho portato in studio diverse mie composizioni, le abbiamo scelte e riviste assieme, ho cercato un linguaggio più diretto e meno articolato possibile e, ascoltandoci, siamo riusciti a trovare un punto d’incontro tra le nostre due sensibilità ed intenzioni musicali.

Avendo a disposizione archi e fiati, mi sono sbizzarrita con gli arrangiamenti. E poi che dire…abbiamo avuto un ottimo compagno di viaggio, il produttore musicale Tommaso Colliva, che ci ha aiutato a tradurre al meglio le nostre idee musicali.

 

All Light è il titlo del mio primo CD per pianoforte solo e sembrerebbe condensare quell’insaziabile e appassionata irrequietudine che caratterizza la mia quotidiana ricerca musicale: matrice classica, musica di genere, melodica, inflessioni pop-jazz, aperture alla poesia e al sentimento.

Nasce da una mia ricerca ed esprime la mia volontà di scrivere musica.

Di fatto i brani hanno indubbiamente un’impostazione “classica”, ma con uno slancio verso uno stile pop/jazz, una sorta di crossover tra questi tre generi.

E’ anche il frutto della collaborazione con Maurizio Dini Ciacci; ci sono temi abbozzati da lui sui quali ho lavorato e viceversa.

Nei concerti mi piace alternare musiche del repertorio classico ai miei brani originali, sviluppando un dialogo ininterrotto tra passato e presente, basato su riflessi e suggestioni ritmico-melodiche alla ricerca di un linguaggio in grado di avvicinare la sensibilità di oggi a quella del passato a cui mi sono ispirata.

Ho avuto l’occasione di suonare con Paolo Fresu alcuni brani tratti dall’album in una versione per orchestra sinfonica e trio jazz. Ogni collaborazione porta con sé un bagaglio umano oltre che musicale e, tra gli artisti con cui ho avuto l’occasione di lavorare, quelli che hanno lasciato il segno mi hanno aiutato a sviluppare una consapevolezza maggiore di quello che posso fare in futuro.

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